Il verbo “mediare” deriva dal latino e significa “stare in mezzo”: il suo significato fondamentale, dunque, è “interporsi tra due o più parti per cercare di conciliarle”. È questo ciò che faccio dal 2016 a Milano nella veste di mediatore civile e commerciale, presso un istituto accreditato e certificato. Grazie alla combinazione di competenze giuridiche, negoziali, comunicative e relazionali, nel ruolo di professionista terzo ed imparziale, creo un ponte di contatto che metta le parti in comunicazione fra loro, per far emergere i rispettivi interessi e aiutarle a trovare un accordo conciliativo, mutualmente vantaggioso e sostenibile nel tempo. Nel corso dei procedimenti, i rapporti con le parti e i colleghi mi hanno permesso di espandere in pochi anni conoscenze giuridiche e network, favorendo così una crescita significativa e trasversale del mio bagaglio forense. Come anticipato, la passione che nutro per questo ruolo e l’impegno profuso in questo campo mi hanno portato ad essere membro del tavolo UNI per la redazione della prassi di riferimento sulla mediazione civile e sul profilo professionale del mediatore: UNI/PdR 98:2020. Ciò che mi ha sempre affascinato di questo ramo del diritto è l’importante funzione sociale che il mediatore può avere rispetto alla creazione di una giustizia privata. Infatti, in mediazione le persone possono partecipare concretamente alla realizzazione della soluzione legale, grazie ad uno spazio di ascolto conciliativo a loro appositamente dedicato.